Eccellenza Siciliana: Il Metodo Classico Extra Brut 36 mesi di Cristo di Campobello da uve Grillo – Garanzia di Raffinatezza

Eccellenza Siciliana: Il Metodo Classico Extra Brut 36 mesi di Cristo di Campobello da uve Grillo – Garanzia di Raffinatezza

Nel cuore della Sicilia, dove il sole abbraccia terreni antichi, sorge un’opera enologica che ha conquistato il cuore degli intenditori: il Metodo Classico Extra Brut di Cristo di Campobello.

Questa etichetta, distinta dalla Denominazione di Origine Controllata della Sicilia, è molto più di una bollicina; è una certezza collaudata che ha conquistato il palato di chi ama il vino di qualità.

Un Viaggio nei Dettagli

Le radici di questa eccellenza affondano in terreni profondi, misti calcarei e gessosi, che abbracciano un’altitudine tra i 230 e i 270 metri sul livello del mare. Con piante accuratamente coltivate, un’attenzione ai dettagli e una vendemmia manuale eseguita con maestria, ogni bottiglia di questo Metodo Classico racconta la storia di una dedizione assoluta alla perfezione.

L’Arte del Tempo

Questo Metodo Classico si distingue per il suo periodo di affinamento, che va ben oltre le aspettative. Una parte del vino, prodotto da Cantine di Cristo di Campobello, riposa per 36 mesi sui lieviti, mentre un’altra percorre un viaggio ancora più lungo. Il risultato è un’armonia di sapori e profumi che racconta di un’arte che ha resistito alla prova del tempo.

Caratteristiche Uniche

Con un grado alcolico del 12% vol., un’acidità vivace di 7,00 g/l e un pH di 2,90, questo Metodo Classico Extra Brut da uve Grillo è un’espressione di freschezza e complessità. Le note floreali e agrumate al naso si uniscono a una complessità di sapori in bocca, offrendo un’esperienza unica a chi ha l’onore di stappare una delle bottiglie prodotte da Cristo di Campobello.

Il Gambero Rosso Crudo: Compagno Perfetto

Mentre questo vino è ormai una certezza collaudata, l’abbinamento con il gambero rosso crudo continua a sorprendere. La delicatezza del gambero abbraccia la complessità di questa bollicina siciliana, creando un’armonia di sapori che è un omaggio alla tradizione e all’innovazione.

Conclusione

Il Metodo Classico Extra Brut di Cantine di Cristo di Campobello è una garanzia di qualità e raffinatezza, un’esperienza che si rinnova ad ogni sorso. Brindiamo a questa gemma enologica siciliana, al connubio tra tradizione e innovazione che rende ogni bottiglia un capolavoro. Salute!


Faro Palari ’99: quando la Sicilia si veste da Borgogna

18. Novembre 2017 Degustazioni 0

di Marcello Malta

«È nato il Romanée-Conti d’Italia». Fu questa l’espressione di Luigi Veronelli su “L’Espresso” all’assaggio del Faro Palari di Salvatore Geraci. Sono i primi anni ’90 quando entrambi decidono di salvare la “Faro” e di ridare dignità ad un vino in estinzione. Siamo a Santo Stefano Briga, piccola frazione di Messina che guarda lo Stretto. Salire su queste vigne e guardare ciò che le circonda, dalla terra con forte pendenza, alla collina ricamata da muretti a secco scoscesi e al mare luccicante, fa capire quale straordinario prodigio sia il territorio del Faro. 4 ettari, 600 m slm, 1,5 km dal mare. Unico caso in cui il Nerello Mascalese è vicino al mare. Qui il giorno è caldo e aromatico, la notte ha venti freschi e frizzanti. Solo 15 mila bottiglie tra Rosso e Faro. In Sicilia se non hai altitudine ed escursione termica non tiri finezza: fai marmellata o vini con la cellulite.
Altitudine, alberello, vigne antiche: questa la pozione magica. Geraci non dà resa per ettaro, ma “grappoli per pianta”. Il suo Faro ne fa appena 300 g.
Vino potente e fiero. È un Bordeaux per potenza, un Borgogna per finezza. Prima annata 1990. Da allora punto di riferimento per l’enologia siciliana e italiana per coerenza, stile, precisione e unicità. Degustiamo alla cieca una 1999

È tra granato e rosso mattone. La sua complessità terziaria è un pregio. Profumi affascinanti di ampia maturazione di lamponi, frutti di bosco, cassis. Poi grafite, liquirizia, pepe nero, cacao amaro, tamarindo, speziatura dolce. Note eteree di plastica e smalto. Un salmastro prepotente che ti rievoca l’odore dell’ostrica e dei flutti del mare che si frangono sugli scogli in una giornata d’inverno.
In bocca ha grande impatto ed importante equilibrio. Ha ancora vigoria di tannino e una spalla di acidità sorprendente per i suoi diciotto anni. Classe notevole, esemplare longevità. Molto persistente ed ancora godibile la lunga scia sapida preannunciata in olfazione.
È il “faro” del Faro. Lunga vita a lui.
Barrique nuove per 18 mesi. Vino per appassionati. Più da contemplazione che da gastronomia. Filetto di manzo alla Wellington con cime di rapa saltate e salsa di cassis.
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