La Sicilia si conferma una regione strategica nel settore del vino

19. Aprile 2023 EVENTI 0
La Sicilia si conferma una regione strategica nel settore del vino

Presentata l’edizione 2023 di Sicilia en Primeur, in programma a Taormina e Radicepura dal 9 al 13 maggio

Palermo, 18 Aprile 2023 – La Sicilia si conferma una regione strategica nel settore del vino.  È uno dei dati che emergono dallo studio UniCredit-Nomisma “Gli asset che creano valore per la filiera vitivinicola italiana: mercati, territori, imprese”, presentato oggi a Palermo. 

Oggi l’export di vino italiano si concentra principalmente sul mercato Europeo e quello Nord Americano mentre l’Asia è ancora marginale, seppur in crescita.  Stesso vale in proporzione per la Sicilia: i 5 mercati più significativi sono infatti la Germania, gli Stati Uniti, la Svizzera, il Regno Unito e il Belgio.  Da sottolineare in particolare la crescita tra il 2021 e il 2022 dell’export siciliano verso Stati Uniti (+28%) e Svizzera (+24%). E’ comunque da precisare che i dati Istat di export tengono conto del luogo di spedizione all’estero, per cui sfuggono i quantitativi di vino siciliano che non partono direttamente dalla Sicilia per l’estero, ma partono da porti ubicati in altre regioni alle quali questi volumi di prodotto vengono computati come export vinicolo. Per cui si stima che in realtà il commercio estero di vini e mosti siciliani sia superiore rispetto ai dati ufficiali Istat.

Negli ultimi 10 anni l’Italia ha riqualificato il proprio portafoglio vini esportati, riducendo la componente di vini sfusi (da 31% al 19%), compensando con l’aumento degli spumanti; questo ha premiato a livello di prezzo medio all’export (da 2,22 euro/litro a 3,60 euro/litro). 

Se guardiamo i DOP tuttavia lo scarto con la Francia risulta ancora troppo marcato: il peso dei vini DOP sul totale export imbottigliati (69%) è ancora significativamente al di sotto rispetto alla Francia (84%), con prezzi medi all’export anche qui nettamente inferiori: dai Bianchi di Borgogna prezzati mediamente a 16€/litro, ai Bianchi del Trentino Alto Adige e del Friuli VG venduti a 5,17€/litro ed ai Bianchi di Sicilia, prezzati a 3,76€/litro.  Anche i Rossi di Sicilia sono abbastanza allineati ai Bianchi, con un prezzo medio al litro di 3,56€. 

Il prezzo medio dell’export dei vini DOP italiani è cresciuto nell’ultimo decennio del 22,8%, con un’ottima performance dei Bianchi siciliani con il +30,6%, grazie ad un focus importante sulla qualità (In Sicilia ad oggi sono state riconosciuti 24 vini DOP, di cui 1 DOCG e 23 DOC, e 7 vini a IGT), sulla segmentazione/ differenziazione dei prodotti, sullo sviluppo di strategie multicanale, su un maggiore presidio dei mercati. 

La Sicilia ha ancora molti margini di miglioramento riguardo al posizionamento dei vini (fermi) DOP nella GDO: le vendite del prodotto siciliano pesano ca. il 4% sulle vendite totali della grande distribuzione italiana ma tiene bene il prezzo medio di vendita, ben al di sopra della media Italia (5,01 €/bottiglia 0,75l vs 4,20€ in Italia).

Con riguardo ai vini generici, in Sicilia, come in molte altre regioni del Sud, la quota di questo prodotto è ancora molto significativa (ca. 24% della produzione sul totale regionale vs 16% media Italia) ma comunque in riduzione importante nell’ultimo decennio (-9 pp).

La Sicilia è la terza regione (con il 31% vs 19% Italia) con riferimento all’incidenza della coltivazione di vino BIO sul totale superficie vitata regionale, anche se con margini di crescita minori dal 2011 al 2021 rispetto ad altre regioni (97% vs 138% a livello Italia).

La Sicilia è nelle top 5 regioni vinicole in Italia per redditività media delle società di capitale. 

Sul mondo dei Social le cantine siciliane hanno un buon posizionamento, certamente migliorabile: ciascuna ha in media ca. 16,4 mila followers, coprendo ca. il 10,3% del totale nazionale. 

La Sicilia è al 4° posto in Italia per acquisizioni nel settore vitivinicolo (8% sul numero totale del periodo 2016-2022); con riferimento alla denominazione target, l’Etna è grande protagonista, al 4° posto in Italia, e al di sopra di denominazioni come il Chianti Classico, il Valpolicella e il Barbera d’Asti.

In occasione dell’incontro odierno è stata presentata l’edizione 2023 di Sicilia en Primeur, l’annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia, in programma a Taormina e Radicepura dal 9 al 13 maggio. 

Saranno oltre ottanta i giornalisti italiani e stranieri che parteciperanno alla kermesse; a questi si aggiunge la presenza di Master of Wine e professionisti del settore che guideranno i seminari tecnici in programma. L’evento, ideato ed organizzato da Assovini Sicilia sin dal 2004, si conferma l’appuntamento più importante per il vino siciliano. 

Il tema di Sicilia en Primeur 2023 è dedicato al vino come complesso fattore culturale, all’enoturismo nelle sue molteplici declinazioni ma soprattutto al ruolo dei soci di Assovini Sicilia come custodi di cultura e territorio, e al vino come ambasciatore del turismo siciliano. 

Lo studio di Nomisma – ha sottolineato Salvatore Malandrino, Responsabile Regione Sicilia di UniCredit Italia – conferma l’immagine del settore vitivinicolo della Sicilia come un comparto d’eccellenza non solo per l’economia regionale, ma anche in ambito nazionale. UniCredit è fortemente impegnata nell’offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all’estero, aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti. UniCredit supporta le aziende del settore anche con una gamma di finanziamenti dedicati a sostenerne la transizione in ottica green e attraverso programmi di formazione e azioni concrete lungo tutta la filiera”.  

Il pay-off scelto da Assovini Sicilia per la XIX edizione di Sicilia en Primeur è Ambasciatori e custodi di cultura e territori, sottolineando il ruolo dell’associazione nel farsi portavoce della conoscenza di un territorio attraverso i vini e i suoi produttori, quali promotori di qualità, di bellezze paesaggistiche, dell’unicità del patrimonio storico-archeologico della Sicilia. 

“La Sicilia ha tutte le carte in regola per diventare una wine destination di eccellenza- commenta Laurent Bernard de la Gatinais, Presidente di Assovini Sicilia.  E oggi, i soci di Assovini hanno il duplice merito di viaggiare nel mondo per far conoscere il brand Sicilia e promuovere il territorio e la cultura attraverso l’esperienza dell’ospitalità siciliana nelle loro aziende.  Dietro ogni vino c’è sempre una grande storia da scoprire e raccontare”.


Vinitaly 2023 report: Quello che mi è piaciuto dei vini dell’Alto Adige

Vinitaly 2023 report: Quello che mi è piaciuto dei vini dell’Alto Adige

Buoni numeri per l’Alto Adige del vino che è stato presente con 90 cantine al Vinitaly 2023. Il settore vinicolo altoatesino ha utilizzato anche quest’anno il palco di Verona per presentarsi a un vasto pubblico specializzato italiano e internazionale. 90 produttori hanno presentato se stessi e le loro novità allo stand dell’Alto Adige nel padiglione 6. Oltre alle degustazioni presso i singoli produttori, il Consorzio Vini Alto Adige ha proposto anche degustazioni a tema con 20 vini in degustazione comparativa che è stato possibile degustare registrandosi presso il punto informativo presidiato dal Consorzio

Come sempre, Vinitaly è stata occasione per assaggiare e scoprire vini che, a loro modo, raccontano storie di aziende e territori. E, di seguito, vi propongo 15 assaggi che, per più motivi, hanno colpito nel segno.

Laimburg Oyell Sauvignon Blanc Riserva

Di colore giallo chiaro, con leggeri riflessi verdi, esprime un bouquet molto intenso, con aromi di agrumi, frutta gialla, cenni tropicali, sfumature floreali e di erbe officinali. Armonioso e ricco, propone un sorso ampio, connotato da aromi densi e molto persistenti, che si distendono verso un finale lungo fresco e aromatico.



Nals Margreid Sirmian Pinot Bianco 2018

Ha un colore giallo paglierino luminoso dalle brillanti sfumature verdoline. Al naso piacevoli sentori fruttati di pesca bianca e suadenti aromi floreali di ginestra si fondono con spiccate note minerali e complesse sfumature di miele, agrumi ed erbe aromatiche. Gusto in perfetto equilibrio tra l’intensa morbidezza, la freschezza brillante e il gustoso timbro sapido-minerale.



Kellerei Terlan Nova Domus Riserva

Profondo il naso, che si esprime su interessanti note in cui è la frutta ad assumere sfumature diverse, arricchendosi di rimandi a erbe aromatiche e tocchi più terziari. Equilibrato in bocca, ha un corpo strutturato e deciso con un assetto puro e montano, in cui affiora al gusto una piacevole impronta sapida. Un uvaggio dall’origine nobile che esprime il proprio potenziale assoluto solo dopo diversi anni di maturazione in bottiglia.


Nama 2019 Chardonnay

Il naso è caleidoscopico, pimpante e intenso, alterna sferzate di frutta gialla esotica a sensazioni di fiori campo con preziosi sbuffi di zafferano e miele. Essenza di agrumi, folate di erbe aromatiche e sfumature minerali in seconda battuta. Il sorso è di grande personalità e carattere, mostra una freschezza vibrante che guida tutte le componenti gustative. La struttura è solida e compatta, senza essere invadente. Ricco e suadente, si congeda in un finale di lunga


Gump Hof Praesulis Weissburgunder 2021

E’ un Pinot Bianco che, alla vista, si annuncia con un bel colore giallo paglierino, attraversato da riflessi che, nell’unghia, assumono contorni più verdastri. Il naso è dominato da sensazioni olfattive delicate e sottili, in cui la frutta, principalmente a polpa bianca, si alterna con aromi che richiamano le erbe di montagna. In bocca è di buon corpo, equilibrato, con un sorso contraddistinto da una vena sapida e fresca; termina con un retrogusto caratterizzato da un sapore leggermente ammandorlato. Un’etichetta con cui la cantina Gum hof riafferma il proprio amore per il Pinot Bianco, regalandocene un’espressione che si può anche far affinare per qualche anno in cantina, così da assaggiarlo in una veste più evoluta.


Sabiona Sylvaner e Kerner 2019

Sabiona Kerner 2019 E’ giallo paglierino brillante. Il corredo aromatico evoca sentori agrumati di limone e cedro, sostenuti da delicati cenni vegetali e floreali e da note fruttate di mela verde. Tagliente la vena fresco-sapida al palato, di imponente freschezza e dall’elegante nota amarognola sul finale. Si tratta di un vino bianco di superba dinamicità, capace di evolvere armoniosamente per diversi anni in cantina e accostabile ad antipasti vari, sia di mare sia di terra.

Sabiona Sylvaner 2019. Nel calice si presenta di colore giallo paglierino con luminosi riflessi verdolini. Il quadro olfattivo è caratterizzato da un bouquet intenso e ricco, che regala sfumature floreali di sambuco e zagara, aromi di pesca, nespola, albicocca, cenni di frutta tropicale, delicate sensazioni speziate e un tocco di pepe bianco. Al palato ha una buona struttura, è caldo e avvolgente, con una notevole ricchezza e ampiezza aromatica, un frutto morbido ben bilanciato da una chiusura sapida, connotata da limpida freschezza minerale.


Laimburg Vernacius Vernatsch

si annuncia alla vista con un colore rubino concentrato, dotato di una particolare intensità. Un profumo chiaro, che richiama il sambuco, si affaccia al naso per primo, per poi trasformarsi in note dove la frutta a guscio e la viola sono indiscusse protagoniste. All’assaggio è di medio corpo, con un ingresso al palato elegante, in cui si apprezza la freschezza del sorso. Chiude con un finale caratterizzato da un gusto di mandorla.


Erste + Neue Puntay Kalterersee 2021

Nel calice si presenta di colore rosso rubino brillante. All’olfatto esprime aromi di ribes, lampone e piccoli frutti di bosco, sfumature di violetta e una leggera nota speziata. Il sorso è scorrevole e fragrante, succoso e delicato. La tessitura tannica è sottile e il finale chiude su note fresche, leggermente ammandorlate.


Andrian Anrar Pinot Noir Riserva

Pinot Nero che si annuncia nel bicchiere con un colore rosso rubino, tipicamente scarico e trasparente. Il bouquet di profumi che avvolge il naso presenta sensazioni eleganti, balsamiche, in cui si riscontrano anche note fruttate e dolcemente speziate. All’assaggio è molto buono, equilibrato, con un sorso contraddistinto da un gusto sapido e fresco, che si muove su una progressione ordinata, mai troppo arrembante dalla persistenza infinita


Laimburg Col De Rey

ll Col De Rey si presenta di colore rosso granato molto scuro e quasi impenetrabile. Il bouquet regala aromi di frutta rossa matura, sentori di sottobosco, aromi di morbide spezie orientali, torrefazione e cacao amaro. Il sorso è ricco e ampio, con tannini fitti, ben integrati ad aromi fruttati densi e corposi. Il finale è lungo ed equilibrato. È un vino di grande tipicità, da provare per scoprire il vero volto di questo interessante Vino dei Re.


Muri Gries Abtei Muri Lagrein Riserva 2020

Al naso sprigiona profumi delicati di violetta e frutti a bacca rossa come il mirtillo e il ribes nero; in bocca è deciso, elegante e piacevole con tannini morbidi e una persistenza finale invitante che invoglia calice dopo calice. Perfetto in abbinamento a piatti a base di minestre della tradizione saporite, piatti vegetariani e cacciagione locale; interessante anche con formaggi a pasta dura di media e lunga stagionatura.


Kellerei Bozen Taber Lagrein Riserva 2020

Un prezioso vino rosso dal colore cupo, quasi nero, in grado rappresentare, sorso dopo sorso, la ricchezza del terroir del Trentino Alto Adige. Al naso si regala dolcemente con morbide pennellate di frutti di bosco, cacao e voluttuosi profumi vanigliati. Del corpo ben strutturato, in degustazione si apprezzano i tannini morbidi e l’acidità incredibilmente amalgamata che insieme donano un finale lunghissimo.



“La Pietra” Tenute del Cabreo: Supertuscan Bianco che ricorda la Borgogna ma con una distintiva nota Toscana.

“La Pietra” Tenute del Cabreo: Supertuscan Bianco che ricorda la Borgogna ma con una distintiva nota Toscana.

La Pietra Chardonnay è il primo Supertuscan bianco, decano della nuova enologia toscana che
interpreta una tipologia di gusto internazionale legata fortemente al territorio a cavallo degli anni
’70 e primi anni ’80.
Mentre in questo periodo le grandi famiglie del vino toscane concentrano la loro attenzione sui
Supertuscan da uve rosse internazionali, Ambrogio Folonari decide di sperimentare lo Chardonnay
convinto che, attraverso la fermentazione e la maturazione in legno, si possa realizzare un grande
vino adatto ai lunghi affinamenti.


Il nome La Pietra fa riferimento alla natura geologica prevalentemente marnoso argillosa che conferisce
sapidità e mineralità al vino, rendendolo un bianco unico nel panorama vitivinicolo toscano.
La Pietra è ottenuto esclusivamente da uve Chardonnay le cui barbatelle di origine borgognona sono
state piantate nella tenuta di Casa di Sala a Panzano in Chianti all’interno delle Tenute del Cabreo
all’inizio degli anni ’80 da Ambrogio Folonari: per esaltare le caratteristiche dello Chardonnay, è stato
scelto un metodo di allevamento della vite a Guyot che consente di ottenere una maturazione più
omogenea e una maggiore freschezza delle uve. Al fine di salvaguardare la freschezza si tende anche
ad anticipare la vendemmia nelle prime settimane di agosto, concentrando le attività nelle prime ore
del mattino. La raccolta e la selezione dei grappoli vengono effettuate rigorosamente a mano e, all’arrivo
in cantina, le uve vengono subito raffreddate, protette dall’ossigeno e sottoposte a pressatura soffice e
decantazione a freddo per 24 ore. Negli ultimi anni è stata, inoltre, introdotta una prima fermentazione in
acciaio che permette un controllo più accurato delle temperature preservando gli aromi floreali primari.
La Pietra prosegue poi la fermentazione in tonneau di rovere francese da 5 hl (50% nuove e 50% di secondo e terzo passaggio) dove resterà anche per la maturazione scandita dal bâtonnage. Questa operazione consente di mantenere in sospensione le fecce fini e rendere più intenso e complesso questo
vino, legandolo ancora di più alla propria origine ed esaltandone quindi la territorialità. Il risultato è uno
Chardonnay avvolgente con forti note floreali e un’importante salinità che ricorda la Borgogna ma con una distintiva nota toscana.

La prima annata di La Pietra Chardonnay IGT toscana risale al 1983 e tutte le annate seguenti, tra cui
spiccano la 1990, 2001 e 2007, sono conservate nel caveau della tenuta di Nozzole insieme alle
annate storiche degli altri grandi cru della Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute. Una collezione
che rappresenta uno spaccato dell’evoluzione enologica avvenuta in Toscana negli ultimi 50 anni, un
patrimonio di oltre 40.000 bottiglie che racconta la storia della Famiglia Folonari e, in particolare, di
Ambrogio, fondatore dell’azienda e di Giovanni, suo figlio e attuale Presidente.
La Pietra Chardonnay IGT Toscana è un vino che si esalta dopo una lunga permanenza in bottiglia
grazie alla notevole acidità e alla potente struttura sensoriale caratterizzata da note di camomilla,
miele d’acacia, fiori di ginestra, finocchietto selvatico e ad una piacevole nota agrumata che si
evolvono negli anni.


La Pietra 2018, attualmente in commercio, è frutto di un’annata fresca e piovosa ed è caratterizzato
da un’ottima rotondità con aromi di ginestra, pesche bianche, mele mature, vaniglia e agrumi.
L’annata 2019 è stata più calda e porterà in bottiglia una forte cremosità con alternanza di
sensazioni dolci e fresche: note di nocciola e burro affiancate da cedro e limone.
Un grande vino bianco che accompagna importanti preparazioni della tradizione toscana e italiana
come carni bianche, coniglio, anatra, pesce in umido ma, grazie alla sua freschezza e mineralità, La
Pietra Chardonnay è perfetto anche in affiancamento a un crudité di pesce per una cena estiva o in
occasione di un aperitivo con ostriche in riva al mare