Colle della Corte 2015: L’Eccellenza del Lazio in un Calice

Colle della Corte 2015: L’Eccellenza del Lazio in un Calice

Nella serenità della valle del fiume Amaseno, sotto il borgo di Prossedi, sorge un vigneto che dà vita a un vino straordinario: il Colle della Corte 2015. Come sommelier, sono entusiasta di condividere con voi le sensazioni uniche e gli abbinamenti straordinari che questo vino, invecchiato con cura nella mia cantina, può offrire.

Un Blend Eccezionale

Il Colle della Corte 2015 è un blend sofisticato di Barbera (30%), Montepulciano (35%) e Merlot (35%). Ogni vitigno contribuisce con una dimensione unica: la Barbera offre acidità vibrante, il Montepulciano dona struttura e tannini eleganti, mentre il Merlot infonde morbidezza e note fruttate profonde. Il risultato è un vino di complessità sorprendente ed equilibrio perfetto.

Terroir: L’Anima del Vino

Il vigneto, situato a 100 metri sul livello del mare e a soli 15 chilometri dalla costa, beneficia di un microclima unico con brezze marine che influenzano positivamente la maturazione delle uve. Il terreno, ricco di rocce stratificate, calcare e sedimenti marini, conferisce al vino una mineralità e una struttura impareggiabili. Questo terroir eccezionale permette alle uve di esprimere una personalità distintiva che si riflette in ogni bottiglia.

Vinificazione Meticolosa

La vendemmia manuale avviene con una cura quasi artigianale, selezionando solo i grappoli migliori. La fermentazione si svolge a temperature controllate tra i 28°C e i 30°C, seguita da una macerazione di 30 giorni in vasche di acciaio, con follature manuali e rimontaggi giornalieri per garantire un’estrazione ottimale di aromi e tannini. Questo processo meticoloso assicura che ogni bottiglia di Colle della Corte 2015 racchiuda l’essenza del territorio.

Affinamento Perfetto

Dopo la fermentazione, il vino matura per 12 mesi in barrique di rovere di secondo e terzo passaggio, che conferiscono note di vaniglia, spezie dolci e una complessità aromatica intrigante. Infine, il vino riposa in bottiglia per almeno quattro mesi, permettendo agli aromi di integrarsi perfettamente.

Note Sensoriali Uniche

Il Colle della Corte 2015, invecchiato nella mia cantina, si presenta con un colore rosso rubino intenso con riflessi granati, segno della sua evoluzione. Al naso, è un’esplosione di complessità: frutta rossa matura, ciliegie sotto spirito, prugne secche e tabacco, arricchiti da sentori rari e affascinanti. Si possono percepire note inusuali come l’aroma di pelle di tamburo antico, un accenno di resina di pino bruciata e persino un soffio di terra bagnata dopo una pioggia estiva. Con l’ossigenazione, emergono sfumature di spezie dolci, cacao amaro e una mineralità affascinante.

Al palato, il vino si rivela pieno, avvolgente e straordinariamente equilibrato. La Barbera dona freschezza e vivacità, il Montepulciano aggiunge corpo e tannini setosi, mentre il Merlot regala morbidezza e lunghezza. I tannini sono vellutati e ben integrati, bilanciati da una piacevole acidità che garantisce una beva lunga e soddisfacente.

Abbinamenti Unici ed Estremi

Il Colle della Corte 2015 si presta a abbinamenti gastronomici audaci e inusuali. Provate a servirlo con:

  • Cacao e Sale Marino: L’incontro tra il cioccolato fondente al 70% e un pizzico di sale marino esalta le note di cacao e spezie del vino.
  • Prosciutto di Cinghiale Affumicato: La ricchezza e la leggera affumicatura del prosciutto di cinghiale si sposano perfettamente con la complessità del Colle della Corte 2015.
  • Formaggio Blu Erborinato: L’intensità e la piccantezza del formaggio blu trovano un perfetto contrappunto nella morbidezza e nella frutta matura del vino.
  • Pasta al Tartufo Nero: La terra umida e aromatica del tartufo nero esalta le note minerali e speziate del vino.
  • Polenta Grigliata con Funghi Porcini e Tartufo Bianco: Un piatto ricco e aromatico che esalta la complessità e l’eleganza del vino.
  • Crostini con Pâté di Fegato di Anatra e Arancia Candita: La dolcezza dell’arancia candita e l’intensità del fegato di anatra creano un contrasto sublime con le note fruttate e speziate del vino.

Il Colle della Corte 2015 non è solo un vino, ma un viaggio sensoriale attraverso il terroir del Lazio. Ogni sorso rivela nuove sfumature, nuovi aromi e una profondità che solo i grandi vini possono offrire. Invecchiato con cura nella mia cantina, questo vino ha raggiunto una maturità che lo rende un compagno ideale per esperienze gastronomiche uniche e raffinate. Lasciatevi sedurre dalla magia del Colle della Corte 2015 e scoprite un capolavoro enologico che celebra la tradizione e l’innovazione del Lazio.


Il Trionfo del Vino Siciliano: Vinitaly 2024 rivela qualità e tendenze

Il Trionfo del Vino Siciliano: Vinitaly 2024 rivela qualità e tendenze

Emerge un nuovo scenario nel mondo del vino, una trasformazione che ha catturato l’attenzione di esperti e operatori del settore durante il recente evento Vinitaly. Tra le regioni protagoniste, la Sicilia si distingue per un’offerta di qualità che ha sorpreso e convinto gli intervenuti.

La 56ª edizione di Vinitaly ha rappresentato per la Sicilia un momento singolare, caratterizzato da un rinnovamento evidente e una concentrazione senza precedenti. Le interazioni dei produttori si sono focalizzate quasi esclusivamente su giornalisti, acquirenti e operatori del settore, testimoniando un approccio mirato e centrato.

La Sicilia ha brillato per la qualità dei suoi vini, esposta con successo nei padiglioni dedicati, come il noto “Padiglione 2”, quello dei “Vini Bio” e alla FIVI. Particolarmente degno di nota è stato l’aumento di qualità e apprezzamento dei vini bianchi, che ora vantano acidità bilanciata, profondità aromatica e una piacevolezza al palato che li rende oggetto di grande interesse tra i comunicatori del settore.

Anche i vini rossi siciliani hanno ricevuto riscontri positivi, evidenziando una tendenza verso un gusto più equilibrato e una maggiore immediatezza nella fruibilità. Questo cambio di paradigma, che si allontana dalle strutture tanniche e dai corredi polifenolici eccessivi del passato, è il risultato di un lavoro attento in vigna che mira all’equilibrio e alla versatilità in tavola.

Un’altra area in crescita è quella delle bollicine siciliane, che non seguono solo una moda, ma offrono vere e proprie espressioni di qualità. Vinitaly ha anche ospitato la presentazione della decima edizione di “Sicilia in Bolle” di AIS Sicilia, confermando l’interesse crescente per questo settore.

La Sicilia ha dimostrato di essere un modello da seguire, non solo per l’elevazione degli standard qualitativi, ma anche per l’impegno nel settore biologico. Con oltre 30.000 ettari vitati e 477 aziende bio, la regione si conferma come il comparto più grande d’Italia in questo settore.

Questo “Modello Sicilia” potrebbe benissimo essere replicato su scala nazionale, puntando su un approccio olistico che valorizzi l’intera filiera produttiva. È una strada promettente che potrebbe portare a risultati significativi nel panorama vitivinicolo italiano.

In sintesi, Vinitaly 2024 ha offerto un panorama di etichette siciliane che trasudano qualità e innovazione, confermando il ruolo sempre più importante che questa regione ricopre nel mondo del vino.


Vinitaly 2024: Firriato svela i segreti del suo universo sull’Etna

Vinitaly 2024: Firriato svela i segreti del suo universo sull’Etna

L’attesa per il Vinitaly 2024 è palpabile e, come sempre, Firriato è pronto a stupire e affascinare i visitatori con la sua passione per la viticoltura eroica sull’Etna e l’arte spumantistica. Ma cosa c’è di così speciale in queste terre vulcaniche e nei vini che ne derivano?

Esploriamo insieme la storia di Firriato, una delle prime aziende a scegliere l’Etna per le sue produzioni vinicole di eccellenza. Con radici profonde piantate nei territori compresi tra Castiglione di Sicilia e Randazzo, Firriato ha abbracciato le specificità del terroir etneo, coltivando vitigni autoctoni su 12 contrade uniche, ognuna con le sue caratteristiche pedoclimatiche.

Ma veniamo alle stelle della degustazione: i Gaudensius, spumanti metodo classico declinati in cinque espressioni diverse. Da Blanc de Blancs a Blanc de Noir, da un Rosè a un Pas Dosè, fino al Gaudensius Vintage, un’interpretazione pregiata di Nerello Mascalese che affina per oltre 100 mesi sui lieviti.

Ma non è tutto: Firriato ha anche scoperto e valorizzato una parcella di vigneto di Nerello Mascalese con piante prefillossera di almeno 150 anni. Da queste viti è nato il Signum Aetnae, un’Etna DOC riserva prefillossera, una produzione a tiratura limitata dotata di un sistema anti-contraffazione e tecnologie innovative come la numerazione delle bottiglie, la Blockchain e gli NFT.

Inoltre, Firriato presenterà le ultime annate dei suoi Cru “Vini di Contrada” e la linea “Etna Classic”, espressione autentica delle peculiarità del terroir vulcanico.

“Siamo entusiasti di partecipare al Vinitaly”, dichiara Irene Di Gaetano, Presidente dell’azienda. “L’Etna è un luogo straordinario, riflesso di eccezionalità, bellezza e fascino”.

Con grandissimo entusiasmo, Firriato si prepara per la 56esima edizione di un appuntamento all’insegna del Made in Italy enologico, pronto a celebrare il vino italiano e a cogliere le sfide del mercato in continuo divenire.

Scopri di più sul nostro stand ET/24 al Padiglione 2 e lasciati trasportare dall’universo Firriato sull’Etna.