GRAVNER: UN COLTELLO SPECIALE PER L’INNESTO DEL VIGNETO CHE STA PREPARANDO DAL 2000

05. Settembre 2018 Uncategorized 0



Josko Gravner ha iniziato l’innesto nel vigneto che sta preparando dal 2000. Con uno speciale coltello realizzato per lui dal fabbro coltellinaio Michele Massaro

Il vigneto di Dedno che Josko Gravner sta preparando da 18 anni è pronto ora per essere innestato. Le 5.500 viti piantate nel 2017 si sono adattate al terreno e le radici sono sufficientemente sviluppate, mentre con le 3.500 piante messe a dimora quest’anno si procederà l’anno prossimo. Per gli innesti, cominciati nel mese di agosto, il viticoltore di Oslavia sta utilizzando un coltello speciale, realizzato per lui dal fabbro coltellinaioMichele Massaro. Un coltello che sta prendendo forma direttamente in vigneto: si è partiti da un prototipo che però verrà rifinito e perfezionato in base alle esigenze che si andranno a riscontrare in vigna durante il lavoro. La forma di innesto prescelta è quella a maiorchina con gemma dormiente e prevede l’utilizzo esclusivamente di materiale interno all’azienda scelto tramite selezione massale.

Dedno è il vigneto di 8 ettari che Josko Gravner sta terminando di realizzare al di là del confine, in Slovenia, fin dal 2000. Oltre alle vigne fanno parte del progetto anche molte piante da frutto e ornamentali e diversi stagni che vanno a realizzare un piccolo ecosistema in equilibrio. Questa complessità vegetativa e la forte pendenza dei terreni, spesso difficili da lavorare con l’aiuto di macchine, ha reso ancor più lunghi i tempi di preparazione. Michele Massaro, ex geometra, ha trasformato una passione che nasce dai ricordi d’infanzia in un lavoro, rimettendo in attività l’Antica Forgia Lenarduzzi a Maniago (PN).

Da allora si dedica interamente all’arte del battiferro principalmente per creare coltelli per alcuni dei più grandi chef: da Crippa a Parini, passando per i fratelli Costardi e Cuttaia. La sua arte riassume sapere tradizionale e nuove tecniche che ha imparato dall’Oriente, soprattutto dal Giappone.

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Epokale 2010, l’ultima annata in commercio del Gewürztraminer affinato in miniera

Epokale è il Gewürztraminer che gioca col tempo, percorrendo due direttrici opposte. Da un lato rispolvera la tradizione sudtirolese di quasi due secoli fa, quando il Traminer aromatico veniva proposto con un generoso residuo zuccherino, dall’altro scommette sul futuro puntando sulla propria longevità.

Le uve provengono dai vigneti più vecchi dell’azienda, quelli attorno al maso Nussbaumer – da cui prende il nome una delle più famose etichette della Cantina Tramin – nella località Sella, piccola frazione collinare ai piedi del massiccio della Mendola.

 

Una zona particolarmente vocata per il gewürztraminer, caratterizzata da suoli misti di calcare, argilla e roccia di porfido, da escursioni termiche importanti e dal passaggio dell’Ora, la brezza che risale dal lago di Garda e assicura un’ottima ventilazione dei grappoli. Dopo la vendemmia tardiva (Spätlese) a fine ottobre e la vinificazione con pressatura soffice, il vino sosta in acciaio sui propri lieviti per 8 mesi prima dell’imbottigliamento.

La prima annata prodotta di Epokale è la 2009, mentre la 2010 è stata presentata al Vinitaly 2018 e Il risultato non tradisce le ambizioni e le aspettative del kellermeister Willi Sturz:

EPOKALE 2010 GEWURZTRAMINER TRAMIN il naso è ricco e sapientemente equilibrato fra sentori varietali e note evolutive; l’aromaticità tipica del vitigno, presente ma ben integrata, si esprime con profumi di litchi, rosa bianca e spezie e viene arricchita da note di zenzero, erbe aromatiche, scorza d’arancia amara e sentori minerali.

da abbinare a…

L’importante residuo zuccherino di 107 gr/l – per avere un paragone si pensi che il più noto Nussbaumer ha 7 gr/l – non compromette la beva. Il sorso, sicuramente vellutato e sostanzioso, è bilanciato da salinità e freschezza, che sollevano il palato e gli conferiscono grinta e armonia. Un Gewürztraminer da abbinare ai classici dessert alpini e della montagna, come il Milchmuß, il Kaiserschmarrn, lo strudel di mele o di albicocca e la torta di prugne: dolci mai stucchevoli, accomunati da una nota di freschezza.

Ottimo anche abbinato a piatti salati, in particolare preparati con componenti speziate e dolci, come il Cervo con spezie alpine, pera e marmellata di mirtillo rosso. Si accompagna a formaggi cremosi a crosta lavata, come Romadur, Appenzeller o Taleggio.

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